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Dieci

Notizia del 15/05/2008

E' bellella assaie Vanessa. Quando si mette le calze nere e la gonna corta di pelle pare proprio 'na femmina. Quando si trucca con la matita sotto agli occhi e se ne esce con le scarpe con i tacchi, è roba che fa girare la testa, pure se tiene quattordici anni, pure se ride come a 'na criatura. Io ce lo dico sempre: "Vanè, si' troppa bella".

Andrej Longo - Dieci, Adelphi Editore

Dieci, come i dieci comandamenti, ognuno dei quali fa da titolo ai dieci racconti scritti da Andrej Longo e ambientati nei quartieri poveri di Napoli, ma le storie si potrebbero svolgere in un qualsiasi quartiere degradato di una qualsiasi grande città del mondo.

Il libro è scritto in un italiano molto dialettale, ma quel che più colpisce è il rigore del racconto: non una parola di troppo, nessun cedimento emotivo e il risultato è un acquerello angosciante e la consapevolezza che non basta la volontà di cambiare, quando si abita in un posto simile.

Personalmente farei leggere questo libro a chi ci governa, chiedendo loro di rispondere ai protagonisti di queste storie, solo una delle quali ha un finale [forse] lieto.

  • Titolo: Dieci
  • Autore: Andrej Longo
  • Edito da: Adelphi
  • Prezzo: € 15,00

Commenti

1 - Scritto da Marco Grazia il 15/05/2008 alle 16:05

Io no, lo farei leggere nelle scuole così come farei leggere "La Napoli di Bellavista" di Luciano De Crescenzo, sia nella versione fotografica che il romanzo e infine proietterei il film con i dibattiti a tema.

Chiedo troppo? Forse, non so, quando ero "giovane" si faceva dopo le (in)solite proiezioni di "Roma città aperta" e "Il diario di Anna Frank".

Per carità giusto, ma dopo trenta e più anni vedere che nulla è cambiato fa riflettere.

L'immigrazione, prima degli italiani dal Sud e ora dal Nord Africa e dall'Est europeo fa notare che certi problemi sono insiti nella corteccia atavica degli italiani e che non è la lettura pur attenta in un'aula del Parlamento che modificherebbe la sostanza, ma un'opera capillare in un d'azzegliano "facciamo gli italiani" che manca e di cui abbiamo bisogno e non credere che si reazionario ho solo aperto gli occhi dopo averli tenuti chiusi troppo a lungo e ciò che vedo non mi piace proprio.

Si grida allo scandalo, si caccia lo straniero, e non si vede ciò che non sta nemmeno sotto, ma che dico, ciò che è davanti agli occhi perché troppo scomodo; come la Camorra che a Napoli fa bruciare dalla folla inferocita e miope i Campi Nomadi che non avevano pagato il pizzo con la scusa di un presunto rapimento di una bambina ad opera di una zingara di sedici anni!

Ma diamine, che mobilitazione, che furor di popolo alla caccia dello straniero; non ho mai visto però un furore simile al grido "fuori i camorristi dalle nostre città!".

Scusa la vena polemica, ma oggi hai colto nel segno con questo libro.

Oggi mi firmo: un italiano.

2 - Scritto da reb il 16/05/2008 alle 08:04

e di che ti dovrei scusare? ero e sono del parere che certi cancri si estirpino solo con il diretto coinvolgimento degli interessati, in questo caso chi ci vive dentro e ne e' taglieggiato, pero' dev'essere sicuramente un'operazione voluta e messa in atto da tutti, senno', come dimostra questo libro, il singolo puo' poco... certo e' che gli esterni (es. lo stato) senza l'aiuto dei coinvolti temo possa ancora meno

la speranza e' che ce ne siano molti altri a dare man forte ai coraggiosi che ogni tanto si chiamano fuori, a rischio della loro stessa vita

3 - Scritto da Marco Grazia il 16/05/2008 alle 14:37

Qui si tratta di denunciare un comportamento, prendi ad esempio la Spagna, ha più gente di etnia Rom, Xinty e altre rumene di noi, eppure ha meno problemi di noi perché un'opera intelligente di integrazione voluta dai governi, ha fatto si che i "Rom" in Spagna non sono un problema ma una risorsa.

Qui da noi il governo, sa, capisce e sicuramente non è stupido, ma non prende provvedimenti se non i più facili nel periodo breve, cioè espulsione e scorta delle carrovane.

Senti Morena, io parlavo abbastanza bene lo spagnolo venti anni fa, e comunque è una lingua facile per noi italiani, quasi quasi...

M. "l'itajano"

4 - Scritto da reb il 16/05/2008 alle 22:09

beh, se dovessi togliere le tende dall'italia, la spagna non sarebbe poi cosi' male, ehehe

5 - Scritto da Marco Grazia il 17/05/2008 alle 17:16

Cos'è una proposta? :-D

6 - Scritto da reb il 17/05/2008 alle 22:18

lol! no, tranquillo, solo una considerazione estemporanea :D

7 - Scritto da Marco Grazia il 14/07/2009 alle 11:22

E' passato un anno e poco più da questi scritti, cosa è cambiato in italì?

Che abbiamo una legge xenofoba, che gli italiani in buona parte votano per un partito che fa della paura dello straniero il suo mudus operandi, pur non profetizzando la xenofobia come proprio principio fondante; insomma pare che non siamo noi i razzisti ma come al solito sono loro che sono neri ;-)

Insomma dopo un anno se qualcosa è cambiato lo è in peggio!

L'italiano se ne va?

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